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Agrumi: dalla Sicilia a casa tua

Il profumo, i colori vivaci, il decoro dell’ambiente, i benefici che apportano alla salute: da sempre gli agrumi sono frutti generosi. Con il loro fogliame verde scuro e i loro frutti ricchi, da sempre adornano i giardini delle ville siciliane, partenopee e liguri fino ad arrivare al lago di Garda. Ma sei sicuro di conoscerli proprio tutti?

NB: quelli che seguono sono meravigliosi alberi di agrumi scelti apposta per te da Le Verzeletti e arrivati al vivaio direttamente dai migliori coltivatori di agrumi della Sicilia Orientale:

Agrumi: il mandarino (citrus reticulata)

La pianta di Mandarino (Citrus reticulata) è un albero da frutto originario dell’Asia, ed è uno dei tre generi di agrumi originali.  Ha foglie piccole e profumatissime, così come la buccia del frutto. I suoi frutti sono a forma di sfera, con buccia sottile di colore arancio chiaro, polpa dolce e succosa costituita da spicchi facilmente divisibili.  Le sue proprietà benefiche sono innumerevoli: è ricco di vitamina C, B e A, fibre e carotene.

Lime verde (citrus latifolia)

La Limetta, più nota come Lime (Citrus aurantifolia), è originaria dell’Asia e viene ritenuta da molti un ibrido naturale di Cedro con un’altra specie. Contrariamente agli altri citrus che sono piante subtropicali, la limetta preferisce il clima tropicale.  In passato il lime veniva esportato dall’India verso l’Inghilterra per rifornire di vitamina C gli equipaggi delle navi, come rimedio e prevenzione dello scorbuto.

Pompelmo (citrus paradisi)

Il pompelmo va consumato fresco, come frutta o sotto forma di succhi: il pompelmo fresco è infatti ricco di flavonoidi, fibre idrosolubili, acido folico, vitamine e sali minerali, come il potassio. Povero di calorie, è indicato nelle diete a basso contenuto calorico. Svolge un’azione tonica, vitaminizzante, rinfrescante e dissetante.

Limone rosso (citrus volkameriana)

Il limone rosso è una variante della famiglia Citrus, alla quale appartiene anche il tradizionale limone.  Il suo arbusto più piccolo ma non meno potente lo rende una coltivazione speciale, ideale per chi ama circondarsi di fiori senza per forza avere un terreno ampio dove piantarlo. Alla fine della fioritura, il frutto si colora di un rosso vivo e emana un intenso e fragrante profumo.

Limone caviale (citrus australasica)

Pianta originaria dell’Australia, è chiamata nella sua zona di origine Finger Lime, per la particolarità dei suoi frutti, che assomigliano a delle dita.  In Italia è conosciuta come Limone caviale e ciò si riferisce al frutto, che appunto una volta aperto, sembra caviale. La pianta raggiunge altezze molto variabili dai 2 ai 6 metri e il frutto al suo interno presenta una polpa composta da “vescicole” succose che assomigliano al caviale. Proprio per quanto descritto e per il buon sapore tale frutto è ricercatissimo dagli chef per guarnire le pietanze.

Cedro Mani di Budda (citrus medica digitata)

Da lontano è talvolta scambiato per un peperoncino; in realtà il Cedro Mano di Buddha è un curioso frutto di cedro. Già dalla fioritura sono evidenti le deformazioni del piccolo frutto, e con il crescere si notano ancora di più i rugosi prolungamenti che assomigliano a delle dita. Per la religione Buddista è considerato un frutto che deve essere donato per ringraziamento a Buddha: da qui prende il suo nome. In Giappone è considerato un frutto portafortuna e viene regalato di solito a capodanno.  Il Cedro Mano di Buddha tende a fare dei rami lunghi che lignificando velocemente, sono soggetti alla caduta delle foglie in inverno, ma se potati spesso, questo fenomeno si riduce drasticamente.

Limone (citrus limon)

Il citrus limon è sicuramente l’agrume più coltivato al mondo. Di dimensioni modeste, di solito non supera i 3-4 metri di altezza; il fogliame è sempreverde, scuro, lucido; il fusto è erto e singolo, abbastanza ampio, e porta una bella chioma fitta, con i rami spesso semi legnosi, che in molte varietà sono muniti di spine lunghe e acuminate; i fiori sono bianchi, molto profumati, con i petali dei boccioli striati di viola, sbocciano a fine inverno, ma alcune varietà fioriscono anche a fine estate o in altri periodi dell’anno.

Arancio (citrus sinensis)

L’arancio dolce appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie sinensis. È un albero di modeste dimensioni, in grado di raggiungere un’altezza di 12 metri. I rami presentano delle spine all’ascella della foglia, i germogli sono sempre verdi, le radici si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, di colore più chiaro rispetto a quelle dell’arancio amaro e allungate. I fiori dai petali bianchi, detti anche zagare, sono ermafroditi, solitari o riuniti in mazzetti agli apici dei rami e sono molto profumati.

Cedro (citrus medica)

Più di tutti gli altri agrumi, il cedro ama i luoghi soleggiati per molte ore al giorno, ben riparati dal vento con temperature medie di 25°C. Non tollera le temperature al di sotto i 12° C. Preferisce terreni, ricchi di sostanza organica e ben drenati con pH leggermente acido. Il cedro va annaffiato regolarmente dalla ripresa vegetativa fino alla raccolta dei frutti. Le annaffiature vanno diradate nel periodo più freddo.

Kumquat (fortunella margarita)

Il kumquat (detto anche mandarino cinese) è un agrume, appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Il vero nome botanico in realtà è Fortunella (dallo studioso inglese, Fortune, che lo introdusse per la prima volta in Europa, nel 1848) ed è originario per lo più della Cina centrale e secondariamente della Malesia. Arbusto denso o piccolo albero, che raggiunge negli anni i 3-4 metri di altezza. In primavera produce numerosi piccoli fiori a stella, bianchi, delicatamente profumati, cui seguono, in inverno, piccoli frutti ovali, simili a piccoli limoni, di colore che varia dal giallo all’arancio intenso; i frutti di kumquat hanno la buccia dolce e la polpa asprigna, vengono consumati interi, crudi o caramellati.

Calamondino (citrofortunella)

Incrocio fra il Kumquat ed il mandarino, questo grazioso agrume dal portamento compatto e dallo sviluppo moderatamente lento è sicuramente interessante per i suoi frutti decorativi (ma dal poco valore alimentare: buoni solo per marmellate o per accompagnare drinks) e lo è altresì in quanto si presta ad essere coltivato anche all’interno delle nostre abitazioni (dove molti altri agrumi soffrirebbero). Le regole generali per coltivare il calamondino sono poche e semplici. Il calamondino si presta molto bene alla coltivazione in vaso. Come tutti gli agrumi, richiede un substrato ben drenante; buona norma, si può mettere argilla espansa sul fondo del vaso. Le irrigazioni debbono essere frequenti e non eccessive; ogni 2-3 giorni durante la stagione estiva, ogni 6-7 o più giorni in inverno.

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