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Erica, i sogni e i desideri che si avverano

Erica, il fiore del mese di Ottobre

Il genere Erica è costituito da centinaia di specie di piccoli arbusti, diffusi in gran parte dell’Africa, nella zona del Mediterraneo e in Europa. Visto il numero di specie è chiaro che esistono eriche assai differenti tra di loro, la gran parte hanno un portamento tappezzante, ne esistono però anche specie più grandi che possono raggiungere altezze considerevoli.

Tutte le specie di Erica hanno foglie simili ad aghi, sottili e acuminate, leggermente carnose, portate da fusti sottili, semilegnosi scarsamente ramificati; in Autunno e in Primavera le piante si ricoprono di fiori minuti, in genere campanulati, costituiti da una corolla quasi cilindrica, di colore bianco, rosa, rosso e porpora. Il fiore più grande appartiene all’Erica Mammosa, che può raggiungere alcuni centimetri di lunghezza. La pianta dell’Erica è molto diffusa in Italia, sia nei giardini come pianta ornamentale che nel sottobosco e nelle zone umide come pianta spontanea.

L’Erica Arborea infatti è molto diffusa nelle zone collinari del nostro paese, ha una crescita molto lenta divenendo un vero e proprio albero fino a raggiungere i 3 metri di altezza. Questa specie di Erica ha foglie minute, scure, spesso riunite in gruppi di due o tre. Ha fiori minuscoli che iniziano a sbocciare tra l’inizio dell’inverno e l’inizio della primavera. I fusti sono ben ramificati e hanno un leggero colore rossastro.

Il legno di Erica Arborea viene comunemente chiamato radica e viene utilizzato per produrre pipe, in quanto molto duro e con una gradevole colorazione naturale. Una delle specie meno decorative è l’Erica Scoparia, questo è dovuto senza dubbio al fatto che la fioritura è di colore verdastro spesso si confonde con le foglie, aghiformi, di colore chiaro, leggermente carnose. Il nome deriva dal fatto che anticamente i rami venivano legati tra loro per produrre scope. Sono piante presenti naturalmente nella macchia mediterranea, molto resistenti alla siccità, al caldo, al vento e si adattano a vivere anche nelle zone litoranee.

I mille colori di un fiore infinito

L’Erica Carnea cresce spontaneamente in Italia e predilige terreni calcarei; si tratta di un piccolo arbusto sempreverde, tappezzante che non supera i 25/30 cm di altezza. Questa specie di Erica si presenta con una vegetazione fitta, composta di minuscole foglioline aghiformi, di colore verde scuro. Al termine della stagione invernale l’ Erica comincia a coprirsi di piccoli fiori di colore bianco, crema e nei vari toni del rosa; ha uno sviluppo piuttosto rapido e una forte resistenza al freddo, infatti è particolarmente adatta per essere coltivata in giardino nelle zone umide e fresche.

L’Erica Mammosa è di sicuro tra le più decorative.

E’ originaria dell’Africa meridionale, infatti mal sopporta temperature inferiori ai 5°C.

Presenta fusti eretti, sottili, che possono raggiungere il metro d’ altezza;  il fogliame è compatto, di colore verde chiaro; per tutto l’inverno e la primavera, all’apice dei fusti e all’ascella delle foglie sbocciano grandi fiori tubolari di colore rosso, rosa,  bianco e arancione. L’ erica Mammosa è la più decorativa ma anche la più delicata. L’Erica Ciliaris è diffusa nelle isole britanniche; produce piccoli tappeti grazie al suo  fogliame denso e compatto, ha fusti sottili ed eretti; all’apice sbocciano piccoli fiori campanulati di colore rosato che fioriscono nei mesi più freschi dell’anno.

L’ Erica Calluna Vulgaris detta anche “brugo” è molto simile all’ Erica Carnea.

Erica, come coltivarla

La Calluna produce ampi cespi compatti alti fino a 45/55 cm, ha fogliame sottile e aghiforme, di colore verde brillante. I fiori sbocciano in Inverno e in Primavera e sono di colore rosato e bianco.

La Calluna viene comunemente confusa con l’ Erica, visto le somiglianze, ma differisce da quest’ultima sia per le dimensioni del fogliame che per i fiori. La gran parte delle specie e varietà di Erica sono piante acidofile, vanno quindi coltivate in un terreno adatto e periodicamente nutrito con un concime rinverdente che possa riequilibrare la quantità di ferro biodisponibile per le piante.

L’ Erica ama particolarmente le zone umide e fresche, tende infatti a svilupparsi da Settembre ad Aprile, per poi avere una fase di periodo vegetativo arrivo del caldo; quindi, contrariamente a quanto avviene per la gran parte delle altre piante, le nostre cure dovranno essere più assidue in autunno e in inverno. Le annaffiature devono essere regolari, garantendo un terreno umido ma non inzuppato; un terreno asfittico e sempre bagnato provoca lo sviluppo di muffe e marciumi radicali che possono anche provocare la morte della pianta; nello stesso modo una troppa umidità può anche favorire lo sviluppo della botrite, una muffa grigiastra che rovina irreparabilmente la vegetazione.

Per evitare ristagni d’ acqua dovremo aggiungere sabbia al nostro terriccio per piante acidofile, in modo da aumentare il drenaggio. Si consiglia di potare leggermente le piante di Erica solo dopo la fioritura, quindi sul finire della primavera, infatti queste piante fioriscono sui rami dell’anno precedente.

Per ogni consiglio sulla cura e la coltivazione dell’Erica, il fiore di questo mese, lo staff Le Verzeletti saprà darti il giusto aiuto!

Passione, creatività, cura dei fiori e tante idee per sorprendere. Affidati ai nostri servizi per colorare ogni occasione con fiori e piante di qualità.

INFO E RECAPITI

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