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Helleborus: il fiore di Gennaio

Un fiore che eguaglia il candore della neve

Helleborus è il fiore invernale che appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee e viene chiamato anche Rosa di Natale perchè  sboccia tra gennaio e febbraio.
In realtà non si tratta affatto di una rosa ma di un genere che conta circa 25/30 specie di perenni, alcune a foglia sempreverde.
Il fogliame è vigoroso, costituito da grandi foglie palmate, composte da segmenti ovali di colore verde scuro; durante i mesi invernali produce sottili steli carnosi che portano fiori singoli o a grappoli molto grandi che ricordano i fiori della rosa canina.
I fiori sono generalmente di colore bianco o porpora, ma esistono anche varietà di colore delicatamente rosato, verde o crema.
Sono piante facilmente riscontrabili in natura, ai margini dei boschi collinari, in zone semi ombreggiate e umide, spesso sul greto di piccoli corsi d’acqua.

Gli elleboro sono piante da mezz’ombra o da ombra completa nelle zone più calde e specialmente in estate.
Le annaffiature devono essere regolari, in modo che il terreno sia sempre abbastanza umido, quindi si fornisce acqua regolarmente da marzo fino a ottobre, diradando poi la frequenza delle annaffiature durante i mesi freddi e piovosi, sempre vigilando che il terreno non rimanga mai eccessivamente asciutto per periodi di tempo prolungati.
Anche le annaffiature primaverili sono importanti e non trascurabili in quanto,  proprio in questo periodo, gli elleboro producono la parte vegetativa rendendo così i nostri piccoli cespugli decorativi.
Si coltivano in normale terra da giardino, alleggerita con pietra pomice e arricchita con concime granulare o con stallatico; per migliorare la composizione del terreno e renderlo più soffice, prima di porre a dimora un elleboro, ricordiamoci di aggiungere del terriccio universale al nostro substrato.
Un paio di interventi all’anno con concime a lenta cessione dovrebbero essere sufficienti per uno sviluppo soddisfacente del nostro elleboro.
Fino a pochi anni fa l’unica varietà conosciuta e diffusa era l’ Helleborus Niger (detto anche “ Rosa di Natale “), ma da qualche anno stanno avendo riscontri positivi anche  altre tipologie di ibridi, caratterizzate da nuovi colori con  diversi portamenti e dimensioni.
Gli elleboro sono piante assolutamente facili da crescere, sono tolleranti a diverse condizioni e per niente esigenti sulla tipologia di suolo, sono infatti considerati perenni dalla lunga vita.
Chiaramente gli ibridi più ricercati e particolari possono richiedere qualche attenzione in più.
Gli Helleborus prediligono un substrato a ph neutro o subacido, possibilmente caratterizzato da una bassa percentuale di calcio.
Non è strano comunque vederli adattarsi a terreni adatti a piante acidofile, come camelie e rododendri; ciò che invece non sopportano è di affondare le radici in un terreno costantemente bagnato.
In natura gli elleboro sono piante da sottobosco.
In condizioni di suolo ideali,  quindi ben drenato, è bene farli crescere a mezz’ombra.
Amano particolarmente la luce del mattino, quindi l’esposizione ideale sarà nord-est.

Helleborus e la sua coltivazione

L’ Helloborus Niger, così come per la maggior parte degli ibridi coltivati nel nostro paese, non ama particolarmente la coltivazione  in vaso perchè sviluppano un apparato radicale molto ampio e profondo; tendono ad occupare tutto lo spazio disponibile per poi deperire.
Queste tipologie di piante sono molto suscettibili a marciumi radicali che, come è noto, sono una delle problematiche più frequenti nelle coltivazioni in spazi ristretti, l’ideale sarebbe optare per contenitori in terracotta che permettono una maggiore traspirazione contrastando l’accumulo di liquidi.
Evitiamo quando possibile l’uso di sottovasi e insistiamo sullo strato drenante da porre sul fondo del contenitore scelto.
Questa accortezza ci aiuterà ad evitare la diffusione della ticchiolatura.
Generalmente gli elleboro sono piante piuttosto resistenti e che raramente presentano problematiche di tipo sanitario.
I principali nemici sono:
Afidi a cui si rimedia con insetticidi da contatto e ingestione;  Seccume nero un virus trasmesso proprio dagli afidi a cui però non c’è rimedio; Macchia nera è frequente dove il clima è caldo e umido, per prevenirlo è importante pulire molto bene l’area intorno al cespuglio e vaporizzare le foglie con prodotti rameici specifici di sintesi; Chiocciole e Lumache che possono rivelarsi molto dannose in primavera durante la notte, possiamo contrastarle spargendo intorno alla pianta della cenere o utilizzando  lumachicidi in granuli.
L’ Helleborus Niger (Rosa di Natale) è senz’altro il più diffuso ma ne esistono diverse specie, circa 16, appartenenti a questo genere che provengono dall’ Europa, dal Medio Oriente e alcune anche dalla Cina.
Le più conosciute sono: l’Helleborus Virdis (elleboro verde), l’Helleborus Purpurascens (le sue foglie hanno un colore verde chiaro e i suoi fiori sono grandi e di colore violetto), l’Helleborus  Abchasicus (con fiori bianco rosei), l’Helleborus Odorus  (con foglie bellissime e fiori penduli, odorosi e di colore verdastro) e l’Helleborus Orientalis (originario della Siria,che  ha  fiori di  grandi dimensione e di colore rosa).

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